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Sul VOTO alle Urne

 

Risposta del Portavoce ufficiale dei T.d.G.

Intervista di Adriano Fontani da RAI 3

"Il Sig. Stefano Papazian è il Portavoce ufficiale della Congregazione dei Testimoni di Geova (?) ..." dice il Presentatore (e meno male ..., così NON CI SONO SCUSE per ciò che ha detto in risposta alla Domanda finale dell'Intervistatore inerente ad ANDARE ALLE URNE PER VOTARE!

Questa, confessa lo Scrivente che non l'avevo MAI sentita prima, ... è stato interessante ascoltare come sia cambiata totalmente la Bandiera dell'interpretazione "Biblica" o Torrediguardiesca, ...perché per ciò che da sempre m'è constato quando la LEGGE di DIO entra in conflitto con quella del GOVERNO, DEVE prevalere SEMPRE quella di DIO, costi quel che costi, persino la VITA, ... (com'è accaduto a decine di migliaia di Testimoni di Geova (?) nel secolo scorso, PENA ... > la DISASSOCIAZIONE o Espulsione, per cui ANCHE (ed è proprio lì che si mette alla prova la FEDE cristiana, ... dicono) NEI PAESI in cui esiste l'obbligo di Votare, il cristiano DEVE mantenersi NEUTRALE.

Che sia nato in Italia o in URSS (ex) o in Cina, od in qualsiasi altro Stato Liberale o Totalitaristico, è SEMPRE stata d'obbligo la Neutralità politica (Voto, Elezione a cariche politiche ecc.).

Ma qui la RIVELAZIONE di questo Signore (Portavoce ufficiale dei Testimoni, si badi bene) è che SE SI VIVE IN ITALIA la Legge di Dio VIGE e la discrezionalità dell'Adepto è la discriminante per cui debba essere DISASSOCIATO, ... SE VIVE viceversa in un Paese in cui VIGE L'OBBLIGO o la LEGGE di andare a VOTARE (per tutti i cittadini), ALLORA la LEGGE DEL GOVERNO UMANO PREVALE e la LEgge di Dio NON VIGE PIÙ.

Ossia che Chi ha la "sfortuna" (per non dire Sfiga) di nascere in Italia (Paese LIBERO e LIBERALE) e vota, Quegli viene ESPULSO; Chi, viceversa ha la "fortuna" (notate) di nascere in un Paese a governo TOTALITARIO viene (nel Votare) giustificato dall'obbligatorietà della Legge del Governo stesso di andare a votare e pertanto NON VÌOLA la Legge di Dio (un modo NUOVO ed INEDITO per non avere più alcun tipo di problema con i Governi, avere salva la Vita e preservarsi dalla Galera nei Paesi totalitarii, in totale contrasto con la Legge di Dio e con la Politica precedente dei Testimoni di Geova espressa sotto la guida dello S.S. di Dio (loro dicono) e veicolata dalla Torre di Guardia e dalla Svegliatevi!

Ma è una BARZELLETTA oppure una vera Trasmissione televisiva?

Se la Trasmissione fosse vera il Sig. Papazian, mi chiedo, ... e l'Associazione dei Testimoni di Geova, hanno MAI LETTO nelle LORO stesse riviste Torre di Guardia quel che v'è sempre stato scritto, ossia che la Legge di Dio SEMPRE deve prevalere su quella dell'Uomo e quindi di un Governo?

Non gli suona più la frase di Cristo: "date a Cesare le cose di Cesare MA A DIO LE COSE DI DIO", con la quale hanno sempre stigmatizzato il Voto politico od andare alle Urne come uno scegliere di stare con la BESTIA SELVAGGIA che LORO identificano con il Sistema Politicio e quindi automaticamente RINNEGARE il Voto fatto a Cristo e pertanto al Regno di Dio?

Che è successo adesso, è cambiato il Tempo?

Cos'è altro "cibo a suo tempo?", come dicono sempre loro? Oppure un ulteriore "bordeggio" (come lo spiegano loro)? Ma a suon di bordeggiare in questo modo alla fine anche uno che non soffre di mal di mare, VOMITA! O un'ulteriore illuminazione ... ecc.? Una "luce" ulteriore gettata sull'Organizzazione? Una evoluzione spirituale? Che cos'è? Giudicate voi.

Qui, la parte - che parla del Voto alle Elezioni politiche - dell'articolo della W (Torre di Guardia dell' 1/11/1999 pp. 28-29 Domande dei Lettori, che pare che questo Signore non abbia letto e che sia sfuggita anche ai Testimoni di Geova tutti, visto che hanno dato Mandato ufficiale al Signore intervistato:

... "Che dire però del votare alle elezioni politiche? In alcuni paesi democratici ben il 50 per cento della popolazione non va a votare il giorno delle elezioni. In quanto ai testimoni di Geova, essi non interferiscono nel diritto altrui di votare; né fanno alcuna campagna astensionistica. Rispettano le autorità debitamente costituite a seguito di tali elezioni e cooperano con esse. (Romani 13:1-7) In quanto a dare personalmente il voto a un candidato alle elezioni, ciascun testimone di Geova decide in base alla propria coscienza addestrata secondo la Bibbia e a come intende la responsabilità che ha verso Dio e verso lo Stato. (Matteo 22:21; 1 Pietro 3:16) Nel prendere questa decisione personale, i Testimoni tengono conto di una serie di fattori.

(E ALLORA, dice lo Scrivente, PERCHÉ DISASSOCIANO o ESPELLONO I LORO ADEPTI?)

Primo, Gesù Cristo disse riguardo ai suoi seguaci: “Non fanno parte del mondo come io non faccio parte del mondo”. (Giovanni 17:14) I testimoni di Geova prendono seriamente questo principio. ‘Non facendo parte del mondo’, sono neutrali rispetto agli affari politici del mondo. — Giovanni 18:36.

Secondo, l’apostolo Paolo si considerava “ambasciatore” di Cristo fra i suoi contemporanei. (Efesini 6:20; 2 Corinti 5:20) I testimoni di Geova credono che ora Cristo Gesù sia stato intronizzato quale Re del celeste Regno di Dio e che loro, come ambasciatori, devono annunciarlo alle nazioni. (Matteo 24:14; Rivelazione [Apocalisse] 11:15) Ci si aspetta che gli ambasciatori siano neutrali e non interferiscano negli affari interni del paese in cui vengono mandati. In qualità di rappresentanti del celeste Regno di Dio, anche i testimoni di Geova si sentono analogamente in obbligo di non interferire nella politica del paese in cui risiedono.

Un terzo fattore da considerare è che chi col suo voto contribuisce a eleggere un candidato può diventare responsabile di ciò che questi farà. (Confronta 1 Timoteo 5:22, Parola del Signore). I cristiani devono valutare attentamente se intendono assumersi questa responsabilità.

Quarto, i testimoni di Geova tengono in alta stima la loro unità cristiana. (Colossesi 3:14) Quando le religioni si immischiano nella politica, spesso ciò causa divisioni fra i loro aderenti. Imitando Gesù Cristo, i testimoni di Geova evitano ogni ingerenza nella politica e mantengono così la loro unità cristiana. — Matteo 12:25; Giovanni 6:15; 18:36, 37.

Quinto ed ultimo fattore, stando fuori dalla politica i testimoni di Geova hanno la libertà di parola che consente loro di annunciare l’importante messaggio del Regno a persone di qualsiasi idea politica. — Ebrei 10:35.

Alla luce dei princìpi scritturali su esposti, in molti paesi i testimoni di Geova decidono personalmente di non votare alle elezioni politiche, e la legge del paese riconosce loro questa libertà. Che dire però se la legge impone ai cittadini di andare a votare? In tal caso spetta a ciascun Testimone prendere la propria decisione di coscienza basata sulla Bibbia su come intende affrontare la situazione. Se qualcuno decide di recarsi alle urne, è una decisione sua. Ciò che fa nella cabina elettorale è una questione fra lui e il Creatore.

(E ALLORA, dice lo Scrivente, PERCHÉ DISASSOCIANO o ESPELLONO I LORO ADEPTI?)

La Torre di Guardia del 15 marzo 1951, a pagina 89, diceva: ‘Quando Cesare obbliga i cittadini a votare . . . [i Testimoni] possono recarsi alle urne ed entrare nella cabina elettorale. È qui che essi devono fare il segno sulla scheda o scrivere ciò che hanno deciso. I votanti possono fare ciò che vogliono con la loro scheda. Perciò quivi alla presenza di Dio è dove i suoi testimoni devono comportarsi in armonia con i suoi comandamenti e in accordo con la loro fede. Non è nostra responsabilità istruirli su ciò che devono fare con la loro scheda’.  (Il corsivo è sempre del qui scrivente).

(E ALLORA, dice lo Scrivente, PERCHÉ DISASSOCIANO o ESPELLONO I LORO ADEPTI?)

Che dire se un marito incredulo insiste che la moglie cristiana si rechi alle urne? Ebbene, lei è sottoposta al marito, così come i cristiani sono sottoposti alle autorità superiori. (Efesini 5:22; 1 Pietro 2:13-17) Se ubbidisce al marito e si reca alle urne, è una sua decisione personale. Nessuno dovrebbe criticarla. — Confronta Romani 14:4.

(E ALLORA, dice lo Scrivente, PERCHÉ DISASSOCIANO o ESPELLONO I LORO ADEPTI?)

Che fare se in un paese la legge non obbliga ad andare a votare, ma c’è forte ostilità nei confronti di coloro che non vanno alle urne, i quali magari rischiano anche di essere aggrediti? O che dire se i singoli individui, pur non essendo obbligati per legge ad andare a votare, vengono in qualche modo seriamente penalizzati se non si recano alle urne? In queste e in situazioni analoghe, il cristiano deve prendere la propria decisione. “Ciascuno porterà il proprio carico”. — Galati 6:5.

(E ALLORA, dice lo Scrivente, PERCHÉ - come nel caso dell'Italia menzionato nell'intervista - DISASSOCIANO o ESPELLONO I LORO ADEPTI?)

Può capitare che certuni inciampino vedendo che durante le elezioni nel proprio paese alcuni testimoni di Geova vanno alle urne e altri no. Potrebbero dire: ‘I testimoni di Geova non sono coerenti’. Le persone devono però riconoscere che in questioni come questa, che implicano la coscienza individuale, ciascun cristiano deve prendere la propria decisione davanti a Geova Dio. — Romani 14:12.

(E ALLORA, dice lo Scrivente, PERCHÉ DISASSOCIANO o ESPELLONO I LORO ADEPTI?)

Qualunque decisione personale prendano nelle diverse situazioni, i testimoni di Geova si sforzano di salvaguardare la propria neutralità cristiana e la propria libertà di parola. In ogni cosa confidano in Geova Dio perché dia loro forza, sapienza e aiuto per non compromettere in alcun modo la loro fede. Dimostrano così di avere fiducia nelle parole del salmista, che disse: “Tu sei la mia rupe e la mia fortezza; e per amore del tuo nome mi guiderai e mi condurrai”. — Salmo 31:3.

(Il corsivo è dello Scrivente). "


Non so se le mie orecchie hanno captato bene o se il mio Sistema Nervoso Centrale ha problemi di elaborazione o che altro MA ... ho capito dall'intervista che LI DISASSOCIANO! Ho capito bene?

Non ne sono più cos¡ sicuro. Magari non ho MAI capito nulla dei punti di vista su questo aspetto espressi dalla classe dirigente , dagli srtittori della Torre di Guardia!

S¡ perché una volta dicono bianco, il gregge si conforma (magari perdendo la Vita come in migliaia e migliaia di casi) e poi dicono nero (e quelli che hanno perso la Vita per adeguarsi al punto di vista "bianco"? Chi ce li ha sul groppone?)

Certo, ma l "inghiottire il Cammello e scolare il Moscerino" pare sia il loro Sport sociale, poiché si riempiono la bocca disquisendo di aspetti di coscienza, di far "inciampare" altri, e poi ... il fatto che migliaia e migliaia di T.d.G. abbiano perso la Vita negli anni precedenti diventa un semplice fatto accessorio, un aspetto trascurabile, un avvenimento "fisiologico" nello schizoide modo di procedere interpretativamente a tentoni dei Testimoni di Geova.

Non so e definire questo ridicolo, tragico, inconcepibile, inaudito, criminale o che altro, ... proprio non ne ho idea, forse sarà un aggettivo che ancora non è stato coniato.

Se Chi sta leggendo è un Testimone di Geova attivo, spero che inizi ad uscire dalla trance ed inizi a pensare.

Se non lo è, beh, ... rifletta bene su queste cose.

CONFRONTA questo (riporto gli estratti delle pubblicazioni sull'argomento, che chiunque può leggere integralmente sulle pubblicazioni stesse:

CRISTIANI NEUTRALI NEL TEMPO DELLA FINE

11 Secondo la storia, c’è stato qualche gruppo di persone che in questo “tempo della fine”, a partire dal 1914, ha mantenuto un atteggiamento di neutralità cristiana a imitazione di quei primi cristiani? Sì, i testimoni di Geova. In tutta la terra sono stati impegnati a predicare il Regno di Dio quale unico mezzo che renderà possibili pace, prosperità e durevole felicità per quelli che amano la giustizia in tutta la terra. (Matt. 24:14) Ma hanno mantenuto una stretta neutralità nei confronti delle controversie fra le nazioni.

12 In netto contrasto, il clero della cristianità è profondamente coinvolto negli affari politici del mondo. In certi paesi si batte attivamente a favore o contro certi candidati. Alcuni ecclesiastici ricoprono persino cariche politiche. Altri fanno molta pressione sugli uomini politici perché agevolino i programmi graditi al clero. Altrove il clero “conservatore” è strettamente alleato con gli uomini al potere, mentre ministri di culto e sacerdoti “progressisti” appoggiano forse movimenti di guerriglia che cercano di rovesciarli. I testimoni di Geova invece non si immischiano nella politica, in qualunque paese vivano. Non interferiscono nelle decisioni altrui di iscriversi a un partito politico, presentarsi come candidati o votare durante le elezioni. Ma dato che Gesù disse che i suoi discepoli ‘non sarebbero stati parte del mondo’, i testimoni di Geova non partecipano ad alcuna attività politica.


uw cap. 21 pag. 66:

...

13 Come predisse Gesù, in questo “tempo della fine” le nazioni sono ripetutamente entrate in guerra, e persino fazioni all’interno delle nazioni hanno preso le armi le une contro le altre. (Matt. 24:3, 6, 7) Ma davanti a tutto ciò, che posizione hanno assunto i testimoni di Geova? La loro neutralità nei confronti di questi conflitti è ben nota in ogni parte del mondo. Coerentemente con la posizione assunta da Gesù Cristo e dimostrata in seguito dai suoi primi discepoli, La Torre di Guardia inglese del 1° novembre 1939 dichiarò: “Tutti quelli dalla parte del Signore saranno neutrali nei confronti delle nazioni in guerra, e sosterranno interamente e completamente il grande Teocrata [Geova] e il suo Re [Gesù Cristo]”. I fatti mostrano che in ogni nazione e in qualsiasi circostanza i testimoni di Geova continuano a mantenere questa posizione. Non hanno permesso alla divisiva politica e alle guerre del mondo di infrangere la fratellanza internazionale esistente fra loro in qualità di adoratori di Geova. — Isa. 2:3, 4; confronta 2 Cor. 10:3, 4.

14 Un esame dei fatti storici rivela che i testimoni di Geova non solo hanno rifiutato di indossare uniformi militari e di imbracciare le armi, ma, durante gli scorsi cinquanta e più anni, non hanno nemmeno accettato di compiere servizi non armati o altri lavori in sostituzione del servizio militare. Perché? Perché hanno studiato le esigenze di Dio e hanno quindi preso una personale decisione di coscienza. Nessuno dice loro ciò che devono fare. Né essi interferiscono nelle decisioni altrui. Ma quando sono stati chiamati a spiegare la loro posizione, i testimoni di Geova hanno fatto presente che, essendosi personalmente dedicati a Dio, sono in dovere di impiegare il proprio corpo al suo servizio e non possono ora consegnarlo a padroni terreni che agiscono in contrasto col proposito di Dio. — Rom. 6:12-14; 12:1, 2; Mic. 4:3.

15 Il risultato è stato quello predetto da Gesù: “Poiché non fate parte del mondo . . . il mondo vi odia”. (Giov. 15:19) Molti testimoni di Geova sono stati imprigionati per non aver voluto violare la loro neutralità cristiana. Alcuni sono stati trattati brutalmente, o addirittura uccisi. Altri hanno continuato a dar prova della loro neutralità rimanendo in prigione per anni e anni. Il libro Values and Violence in Auschwitz (“Valori e violenza ad Auschwitz”, di Anna Pawelczynska, pagina 89) riferisce: “Tutti sapevano che nessun testimone di Geova [nel campo di concentramento] avrebbe ubbidito a un ordine contrario alla sua fede e alle sue convinzioni religiose o compiuto alcuna azione contro qualche altra persona, anche se quella persona fosse stata un assassino o un ufficiale delle SS. D’altra parte egli avrebbe svolto qualsiasi altro compito, anche il più umiliante, secondo il meglio delle sue capacità, se per lui era moralmente neutrale”.

16 I testimoni di Geova riconoscono che tutte le nazioni sono in marcia verso la “guerra del gran giorno dell’Iddio Onnipotente” ad Armaghedon. Come popolo unito, i testimoni di Geova si sono schierati dalla parte del Suo Regno messianico. Stanno quindi attenti a non farsi trascinare in una posizione ostile a questo Regno. (Riv. 16:14, 16; 19:11-21) Si rendono conto della serietà della dichiarazione di Gesù secondo cui i suoi seguaci “non sono parte del mondo”. Sanno che questo vecchio mondo presto scomparirà e che solo quelli che fanno veramente la volontà di Dio rimarranno per sempre. — 1 Giov. 2:15-17. ...

g (SVEGLIATEVI!) 8/6/1978 p. 7:

... PUNCH: Non crede che come cittadini della Nigeria i seguaci della vostra setta abbiano degli obblighi civici verso il paese?

OLIH: Certo i testimoni di Geova che sono cittadini della Nigeria conoscono il proprio obbligo civico di ubbidire alle leggi di questo paese. Com’è già stato detto, rendono ‘a Cesare le cose di Cesare e a Dio le cose di Dio’. (Matt. 22:21) Nella nostra conversazione ha menzionato l’argomento del voto. Un editoriale pubblicato nel “New Nigerian” del 18 ottobre 1976, parlando delle elezioni governative locali, fece alcuni commenti al riguardo. Esso fece notare che il grado di democrazia di una società è spesso giudicato dalla misura in cui è garantito il diritto di voto. Ma che dire se “i cittadini sono costretti a esercitare questo diritto”?

Il “New Nigerian” dice: “La pretesa di democraticità di [quella] società è smascherata. Per tale ragione tutto il cavillare che si fa in alcune cerchie sul rifiuto di votare da parte dei membri dei testimoni di Geova . . . appare gratuito”. L’editoriale continua: “Crediamo che i testimoni di Geova non abbiano commesso nessun reato. Finché un individuo o un gruppo di individui . . . pagano le tasse, non svolgono attività illegali e non turbano la pace e l’ordine, la democrazia esige che siano lasciati in pace e ricevano la protezione dello stato, anche se tale individuo o gruppo preferisce non votare”. ...


yb (Annuario) 1977 pp. 147-242:

... MANIFESTATA LA NEUTRALITÀ CRISTIANA

In armonia con il movimento mondiale di decolonizzazione, anche lo Swaziland si preparava all’indipendenza e il popolo diventava più nazionalistico. Quando giunse il tempo delle elezioni, a un seggio elettorale il capo annunciò: “Prima che tutti votiamo, ci sono certe persone, dei Sadrac, Mesac e Abednego, che si rifiutano di votare nella comunità. Se ancora si rifiutano di votare, escano a uno a uno”. Coraggiosamente i proclamatori isolati della comunità uscirono. Ciò spinse anche una persona interessata a schierarsi con i Testimoni. Poiché la votazione non è obbligatoria, non si poté compiere contro questi cristiani neutrali nessuna azione.

Esattamente prima delle celebrazioni dell’indipendenza nel settembre del 1967, il popolo di Geova diede fra i diversi gruppi etnici un’eccellente dimostrazione di unità. La congregazione (europea) di lingua inglese dello Swaziland appartiene alla circoscrizione del Transvaal orientale e così si dispose che l’intera circoscrizione tenesse un’assemblea in Swaziland e invitasse a esser presenti i fratelli africani. La sala era troppo piccola, ma ciò diede l’opportunità di mostrare vero amore fraterno. Quando si notò che nella sala erano molti Europei ma non molti fratelli africani, si fece circolare la voce di far posto ai fratelli africani. Che cosa accadde? In seguito, il sorvegliante di circoscrizione africano espresse la preoccupazione che dentro c’erano troppi fratelli africani, mentre gli Europei stavano fuori. Il discorso pubblico in inglese e in zulù attirò un uditorio di 652 persone.

Dopo che il paese ebbe ottenuto l’indipendenza, molti del popolo di Geova furono costretti a mostrare da quale parte erano nella contesa della neutralità. Uno dei capi distrettuali invitò un pioniere ad assistere a un’adunanza politica. Non avendo assistito, il fratello fu chiamato dal capo a rendere conto della sua assenza. Egli spiegò la sua posizione come cristiano neutrale. Il capo minacciò di deportarlo ma disse che prima avrebbe riferito la questione al re Sobhuza II, che prestabilì di visitare. Il re Sobhuza II consigliò al capo di lasciare stare i testimoni di Geova perché non appartenevano a nessun partito politico ed erano persone pacifiche e neutrali. ...

... e cos¡ via ad libitum

NON sarà perché così ESERCITANO IL LORO CONTROLLO, il loro "POTERE" sugli Adepti?

Mah, chissà Chi lo sa ...

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